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Il Progetto Mentor intende rispondere
a fabbisogni che derivano sia da caratteristiche specifiche dell’attuale
contesto
socio-economico, sia da strategie
della Commissione Europea per
l’Occupazione, tradotte in linee di azione attraverso il Programma Leonardo.
Nell’ambito di questo quadro
generale che rappresentano le motivazioni all’idea proposta, il Progetto Mentor
risponde poi a specifici fabbisogni che sono legati alla figura professionale
da formare, cioè i destinatari finali del
progetto e a potenziali beneficiari dei risultati che scaturiranno dalle
azioni.
Il progetto scaturisce dall'analisi e
dall’interpretazione di dati europei relativi al sistema delle piccole e medie
imprese. Queste, infatti, rappresentano in Europa il 98,8% delle imprese*,
fornendo i 2/3 dei posti di lavoro complessivamente disponibili sul mercato. I
dati osservati evidenziano anche che nel periodo 1998/2001 le pmi sono le
imprese che hanno creato la maggior parte dell’occupazione. Forte dovrebbe
essere, quindi, l’attenzione di queste imprese alla formazione professionale
dei lavoratori.
Studi
svolti sullo stato dell'arte della formazione nelle PMI ** hanno,
però, messo in evidenza i principali vincoli che ostacolano
l'attuazione di strategie di pianificazione e sviluppo della
crescita professionale.
Tra
questi, i principali sono costituiti da:
-
mancanza di
tempo
-
una elevata
informalità nei sistemi di controllo e
monitoraggio
-
scarsità di
risorse
-
incapacità di
sfruttare le opportunità offerte a livello nazionale e/o
comunitario (si pensi ad esempio, per quanto riguarda l'Italia, la
legge 236/93 sulla formazione
continua).
*
Secondo quanto rilevato da Eurostat e riportato nel recente “Parere
del Comitato economico sociale europeo sul tema “Il ruolo delle
micro e piccole imprese nella vita economica e nel tessuto
produttivo europeo”
** Con riferimento all'Italia si pensi
all'Indagine Nazionale sui fabbisogni formativi nella
Pmi
La
proposta contenuta nel progetto Mentor risponde a specifici
indirizzi dell’Unione Europea e risponde in particolare
all’Obiettivo 3 del programma Leonardo che intende contribuire
all’innovazione e alla imprenditorialità facendo leva sui processi
di apprendimento e di formazione.
L’Obiettivo
3 infatti è finalizzato a "promuovere
il contributo della formazione professionale al processo innovativo,
al fine di migliorare la competitività e l'imprenditorialità, anche
nella prospettiva di nuove possibilità di
occupazione"
.
Nell’ambito
di tale strategia, il Progetto Mentor intende fornire un contributo
specifico ai seguenti priorità (che rientrano nella Priorità 2 del
suddetto Obiettivo)
-
sviluppare
nuovi metodi di apprendimento e di acquisizione delle
competenze
-
rispondere
al fabbisogno delle pmi di agevolare l’accesso all’apprendimento e
affrontare il problema della scarsità delle competenze da parte di
dirigenti.
In
relazione ai due punti sopra indicati, il Progetto intende
sviluppare una metodologia di acquisizione di conoscenze centrata
fortemente sulle caratteristiche distintive del
management:
-
scarsità
di tempo a disposizione
-
necessità
di soddisfare bisogni finalizzati
-
opportunità
di utilizzare tutte le risorse presenti sul territorio in grado di
fornire servizi formativi o complementari alla
formazione
-
opportunità
di collocare le PMI in una logica di rete, settoriale o
territoriale, all’interno della quale favorire lo scambio di
esperienze, l’individuazione di percorsi formativi comuni,
l’eventuale vantaggio nella realizzazione di sussidi didattici
comuni, l’eventuale incentivazione della mobilità concordata del
personale, ecc...
-
modalità
di apprendimento per problemi e basato su esperienze
concrete.
In
considerazione di tali elementi, si intende proporre un approccio
metodologico basato sull'utilizzo un pacchetto di strumenti di
APPRENDIMENTO/INTERVENTO, finalizzati a supportare operativamente il
manager nella:
Solo
conoscendo, interpretando e anticipando i fabbisogni formativi dei
lavoratori, sarà possibile per l'impresa dare concreta attuazione al
concetto di "lifelong learning", programmando piani formativi di
lungo periodo e adattandoli nel tempo ai mutamenti richiesti dal
mercato. Al tempo stesso , inducendo le PMI del territorio o del
settore a porre in comune prassi e problematiche, l’azione del
mentor potrà innalzare il livello di domanda sociale – da parte
delle PMI - di servizi pubblici disponibili sul territorio ed
ottimizzare le possibilità di ampliare la partecipazione alle
opportunità formative esistenti.
In questa
ottica, le imprese devono essere sollecitate a diventare
"organizzazioni
che apprendono"
dove la crescita professionale del lavoratore è sostenuta dalla
possibilità di acquisire competenze necessarie all'azienda e dove
l'impegno alla crescita dei lavoratori trovi, da parte del
management, un giusto riconoscimento.
Inoltre,
comprendere e valorizzare funzioni di mentoring, incoraggiarne un
utilizzo permanente in azienda vuol dire anche promuovere
nuove possibilità di occupazione e di sviluppo professionale
all'interno dell'azienda.
Il
progetto, mettendo a disposizione delle imprese (in linea con quanto
richiesto dalla Priorità 2), metodologie e strumenti operativi che
consentano al management di definire le competenze relativamente
alla funzione di mentoring, intende far comprendere il valore del
ruolo di Mentor e la sua valenza strategica all’interno
dell’impresa.
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